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Riassunto della conversazione




Physis = natura, filosofo = amante del sapere.


Argomenti della fisica.

Interesse per lo studio della fisica: dal 600 a.C. al 400 a.C. nella magna Grecia. Poi l'interesse svanisce ma riprende verso il 1400 d.C. , direi come risultato del rinascimento. E' un avvenimento principalmente italiano, ma non solo. Per esempio, accanto a Leonardo da Vinci va posto anche Copernico.

La vastità della conoscenza comporta la specializzazione dei fisici ed emergono le figure dei biologi, chimici, metereologi ..... questi sono fisici in senso lato ma oggigiorno si preferisce chiamare fisico chi studia le leggi e i fenomeni che stanno alla base della chimica, della meteorologia, della biologia...

I confini fra queste scienze sono maldefiniti e questo è un bene perché non si studia la natura a compartimenti stagni.

Se si segue comportamento di chi ha coniato e poi di chi ha usato la parola fisica si comprende che essa è uno studio volto a capire il mondo. Chi voglia applicare queste conoscenze per modificare il mondo risulta una figura distinta dal fisico ed è ben chiamarlo ingegnere. Tuttavia, conoscendo l'uomo, devo ammettere che, a mio avviso, il grande interesse per la fisica di noi contemporanei deriva proprio dalle sue applicazioni.


Metodo della fisica.

I fisici Greci non usavano sperimentare i risultati delle loro teorie. I fisici moderni, soprattutto dopo Galileo, usano il metodo sperimentale e rigettano come falsa una teoria, anche bellissima, non coerente con le sue conseguenze sperimentali. Per noi moderni, l'aderenza ai risultati sperimentali è il criterio di verità per una teoria fisica. Le teorie dei fisici greci quindi erano spesso sbagliate o, peggio, senza criterio di verità.

Tuttavia i fisici greci sono importantissimi perché capirono che i fatti naturali si potevano spiegare entro se stessi e non richiamandosi al volere di un dio. Già gli Egizi, i Caldei e altri popoli avevano cognizioni scientifiche ma, se studiavano astronomia era per ricavare previsioni sull'avvenire, se studiavano idraulica era per regimare i fiumi, ecc.. non per filosofare.

Il metodo sperimentale comporta che una teoria fisica deve poter condurre a delle esperienze sulle sue conseguenze, in altre parole, si devono poter prevedere dei risultati e poi verificarli. Questo implica che la teoria deve essere scritta in forma matematica perché se la sua conclusione fosse: “in tal modo la macchina alzerà grandi pesi, molto in alto e velocemente” si darebbe la stura a immani quanto inutili discussioni. Le parole piccolo, grande, leggero, pesante devono lasciare posto a numeri: in questo modo la prova sarà inequivocabile. Un altro aspetto del discorso è che le grandezze della fisica devono essere misurabili: lo sono tutte le grandezze? Lo è la bellezza, lo sono i sapori?



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