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Meccanica Cerebrale
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Avverto il lettore che questo lavoro è in subordine uno scritto di filosofia, piuttosto è la pubblicazione della struttura di un prototipo, incompleto ma funzionante di un cervello artificiale che imita quello umano.
In questo sito troverete Gli scritti di carattere generale quali:
L'impostazione filosofica, psicofisica e neurofisiologica dello studio si trova nello scritto Meccanica cerebrale (PDF).
La riflessione sull'assenza di progressi progressi della fisica in questi ultimi ottant'anni è nell'articolo la Fisica e il cervello (PDF). In questa parte della pubblicazione si discute dell'antropocentrismo della fisica classica attraverso la critica alla prima legge di Newton. Ulteriori riflessioni sulla fisica sono contenute in conversazioni che sto progressivamente aggiungendo nella pagina web Physis.
Un ragionamento su cosa sia la mente, che cosa sia il cervello, sul ruolo della logica nell’intelligenza artificiale è nell'articolo un meccanico nel salotto buono (PDF). In esso è pure precisata la mia concezione del meccanicismo.
Nell’articolo Marr ed io (PDF) espongo le differenze fra le nostre due teorie della visione artificiale. Il pensiero di David Marr, prematuramente deceduto negli anni ottanta, ha costituito e costituisce tuttora il perno su cui si incardinano gli studi sulla materia.
Nell'articolo "Visione periferica e visione centrale" (PDF) propongo un modello che permette di capire come possano alternarsi le due forme di visione. Con tale modello si spiegano le illusioni ottiche che implicano la costanza della forma. Esso è collegato agli studi di Alfred Yarbus e sta alla base dei miei lavori sulla meccanizzazione del linguaggio.
I programmi computerizzati, che discendono da questa impostazione sono descritti alla pagina Programmi dove si trovano i link ai programmi esecutivi e ai loro listati. Ulteriori spiegazioni sul funzionamento dei programmi si trovano nello scritto “La visione della macchina”. Avverto che i file PDF sono lunghi e richiedono tempo per essere scaricati.
Fin da bambino ero attratto dalla meccanica, dall'elettricità e in generale da tutta la tecnologia e dalle sue applicazioni. Poi, crescendo (FOTOALBUM), il mio interesse è passato al mondo dei concetti, in particolare alla fisica, che concepivo come studio atto a capire il mondo (non come arte per costruire macchinari). Sui diciotto anni ha cominciato a sembrarmi debole la prospettiva di voler capire il mondo senza sapere nulla della macchina che capisce il mondo, cioè del cervello. Ritenevo questo atteggiamento simile a quello di colui che volesse compiere una misura con uno strumento di cui non si conoscono le caratteristiche. Secondo me occorreva andare oltre il salutarissimo e irrinunciabile metodo sperimentale, occorreva insomma un nuovissimo cimento, che conducesse alla comprensione delle possibilità e dei limiti del cervello: solo così si sarebbe saputo, se, come e fin dove sarebbe stato possibile conoscere il mondo. Quando ho incontrato la meccanica quantistica ho sentito di essere sulla strada giusta.
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La foto di questa pagina
raffigura Julien Offray de La Mettrie, la foto della Home page
riproduce il busto di Democrito creduto anche Eraclito, conservato al
museo nazionale di Napoli.
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